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ASPIRINA, non solo influenza. Un medicinale "antico" ma dalle MILLE RISORSE

Wellness 11 Mag 2020
L'Aspirina continua a stupire per le sue proprietà. Recenti studi hanno dimostrato i suoi grandi benefici in pazienti con arteriosclerosi e per prevenire trombi e malattie cardiovascolari

L’aspirina è un medicinale con cui tutti abbiamo ormai confidenza da anni. Ma la sua efficacia in vari campi diversi da quello classico di cura all’influenza suscita ancora l’attenzione di molti scienziati.

L’efficacia antitrombosi dell'aspirina a basso dosaggio è ben nota. Il suo principale effetto clinico è la riduzione  dell'aggregazione piastrinica che può portare appunto alla formazione di trombi.

Nel corso degli ultimi decenni, la somministrazione di aspirina ha mostrato un rapporto rischio-beneficio favorevole per ridurre il rischio di eventi avversi in pazienti con arteriosclerosi.

Al contrario in pazienti a rischio di malattie cardiovascolari, i benefici complessivi dell'aspirina in termini di prevenzione primaria di eventi aterotrombotici non superano il rischio in termini di sanguinamento gastrico che la medicina stessa potrebbe provocare.

Numerosi studi di prevenzione primaria (in soggetti inizialmente esenti da malattia cardiovascolare), e di prevenzione secondaria (già affetti da malattia cardiovascolare) documentano l’efficacia di un trattamento cronico con l’acido acetilsalicilico.
Studi condotti in numerosi centri medici distribuiti in differenti regioni indicano l’efficacia di un trattamento preventivo a lungo termine con basse dosi di acido acetilsalicilico, specificamente nei diabetici con elevato rischio cardiovascolare.

Lo U.S. Physicians’ Health Study rappresenta un esempio di studio di prevenzione primaria che ha valutato gli effetti di una dose quotidiana di 325 mg di aspirina in un’ampia popolazione di maschi privi di patologia cardiovascolare. La riduzione di eventi acuti è stata del 44 per cento nel gruppo trattato con acido acetilsalicilico rispetto al gruppo che assumeva placebo (una pastiglia simile ma priva di effetto).

Tra i soggetti diabetici seguiti nello studio aveva sviluppato un infarto il 10 per cento di quelli non trattati con aspirina e il 4 per cento di quelli trattati con aspirina.

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