REGISTRATI ACCEDI
Cerca foto e video
Cerca notizie
Sei già registrato?
ACCEDI
Password dimenticata?

Non sei ancora registrato?

Registrati inserendo i tuoi dati.
La registrazione è semplice e gratuita!

REGISTRATI ORA
REGISTRAZIONE
REGISTRATI
Home  |  News  |  History

Aumenta la resistenza delle infezioni agli ANTIBIOTICI. Solo in Italia 7.000 morti l'anno

History 13 Set 2018
Secondo il 1° rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sulla sorveglianza: nel mondo sono almeno mezzo milione le persone che non riescono a debellare infezioni tramite antibiotici. Ma la stima è di molto inferiore ai dati reali...

di Fabrizio Lodi

 

Il nome è di quelli difficili: antibioticoresistenza ma fa più paura per quel che vuol significare. Il termine indica infatti che stanno aumentando, e di molto, nel mondo le infezioni resistenti agli antibiotici e di conseguenza le persone che ne subiscono gli effetti.

Il dato arriva dal 1° rapporto dell'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) sulla sorveglianza: nel mondo sono almeno 500.000 le persone che non riescono a debellare infezioni tramite antibiotici.

Ma la stima è di molto inferiore ai dati reali infatti sono disponibili solo i dati relativi a 22 nazioni. Inoltre nel computo non rientrano i casi di resistenza ad alcune infezioni come la Tbc (tubercolosi). 

L'Oms ha lanciato al riguardo il GLASS (sistema di sorveglianza Global Antimicrobial Surveillance System) è stato lanciato nell'ottobre 2015 per far fronte all’emergenza crescente dei super batteri che non rispondono agli antimicrobici solitamente utilizzati per combatterli.

Tra i pazienti analizzati con sospetta infezione resistente, la percentuale di quelli con batteri resistenti ad almeno 1 degli antibiotici comunemente utilizzati variava moltissimo tra i diversi paesi, da 0 all'82 per cento. La resistenza alla penicillina, usata per decenni in tutto il globo per cura la polmonite, variava 0 al 51 per cento tra i Paesi segnalanti. 

I dati afferma Marc Sprenger, direttore del Segretariato della resistenza antimicrobica dell'OMS: "Sono preoccupanti soprattutto perché i patogeni non rispettano i confini nazionali". Ad oggi, sono 52 Paesi (di cui 25 ad alto reddito) iscritti al sistema GLASS. Ma per il 1° rapporto, solo 40 hanno dato informazioni sui loro sistemi di sorveglianza nazionali e appena 22 hanno anche messo a disposizione dati sui livelli di resistenza.

"Il rapporto – afferma Carmem Pessoa-Silva, che coordina il nuovo sistema di sorveglianza - è un primo passo fondamentale per migliorare la nostra comprensione dell'entità della resistenza antimicrobica. La sorveglianza è agli inizi, ma è fondamentale svilupparla se vogliamo anticipare e affrontare una delle più grandi minacce alla salute pubblica globale".

I batteri resistenti più comunemente riportati sono stati: Staphylococcus aureus, Escherichia coli, Streptococcus pneumoniae e Klebsiella pneumoniae. Come sopra accennato non sono stati inclusi dati sulla resistenza del batterio che causa la tubercolosi, malattia per la quale l'OMS elabora aggiornamenti annuali in un rapporto a parte. Secondo quest'ultimo, nel 2016 sono stati almeno 490.000 i casi di TBC multiresistente.

 

E in Italia? 7.000 morti l'anno per infezioni negli ospedali

Solo in Italia si calcolano 7.000 morti l'anno per infezioni batteriche contratte negli ospedali.

Il ministro Lorenzin ha recentemente presentato un Piano nazionale di contrasto dell'antimicrobico - resistenza che cerca di fornire un indirizzo coordinato e sostenibile a livello nazionale e locale ma per ora il piano non è stato ancora finanziato quindi...

Aggiungi un commento

Per commentare devi essere loggato, accedi oppure registrati.

Commenti
Non ci sono ancora commenti!

foto & video
Mercurio magazine

Iscriviti alla newsletter per rimanere aggiornato su articoli offerte e promozioni

© 2017 MERCURITALY SRL | Tutti i diritti riservati | C. F. e P. IVA 14303921002 Credits

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalita illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Leggi di più