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BLADE RUNNER 2049: tornano i cacciatori di androidi di un film che è leggenda

Il sequel potrebbe non far rimpiangere una delle pellicole più amate di tutti i tempi, uscita sugli schermi nell’ormai lontano 1982 con la regia di Ridley Scott. Qui la regina è firmata da Denis Villeneuve, protagonista è Ryan Gosling ma non poteva certo mancare Harrison Ford...
Il sequel è diretto da Denis Villeneuve

Un sequel che potrebbe non far rimpiangere un film-monumento. Stiamo parlando del ritorno sugli schermi di “Blade Runner”, probabilmente una delle pellicole più amate e apprezzate di tutti i tempi, uscita sugli schermi nell’ormai lontano 1982 con la regia di Ridley Scott e tratto da un'opera di Philip K. Dick.

“Blade Runner 2049” porta invece la firma di Denis Villeneuve. Si tratta un'operazione voluta dalla Warner Bros e nata nel segno della malinconia ma anche del rispetto dell’originale. Tornano i replicanti che a volte hanno sentimenti più umani degli stessi umani, e quelli degli uomini che vivono in questa Los Angeles piena di pioggia, ologrammi pubblicitari, e dove è sempre notte.

Protagonista del film (produttore esecutivo lo stesso Ridley Scott) il misterioso agente K (Ryan Gosling) della polizia di Los Angeles, un Blade Runner quindi di nuova generazione (sin tratta di un replicante di nuovo modello) che è sulle tracce di un mistero che potrebbe essere fondamentale per le sorti del mondo. Quindi torna la caccia ai replicanti ribelli (sono i Nexus 8), ma tra lui e la caccia c'è un importante segreto, una sorta di “miracolo”, che potrebbe minare il futuro dell'intera società. K si mette così alla ricerca di Rick Deckard (Harrison Ford), ex Blade Runner scomparso da oltre 30 anni.

Blade Runner 2049

Il protagonista, l'agente K, è interpretato da Ryan Gosling

 

A complicare il tutto un black out digitale che 20 anni prima ha cancellato ogni memoria. Fin qui, tutto quello che si può dire di questo film protetto giustamente da più di un divieto, anche da parte dello stesso regista canadese di Arrival, che ha chiesto di non fare spoiler.

K vive nella sua casa post-moderna, con tanto di cucina a gas, con Joi (la bellissima Ana de Armas) - una super geisha digitale, o meglio una super-Siri in carne e ossa virtuali - innamorata senza riserve di K e da lui riamata. Una donna che ogni uomo vorrebbe, capace come è di concedere al suo uomo di avere una relazione con una misteriosa “doxie” di nome Mariette (l’attrice Mackenzie Davis). E Joi non lascia solo il suo agente K nemmeno quando lui si mette a fare sesso con Mariette ma, con digitale abilità, in una della scene più folgoranti del film, si sovrappone alla donna lentamente tanto da entrare nel suo corpo, pixel dopo pixel, e partecipare con lei al sesso che si sta consumando.

C'è poi Jared Leto nei panni di Niander Wallace, produttore cieco dei replicanti di 2ª generazione, tanto buoni da essere angeli. Per lui la sopravvivenza dell'umanità sta proprio nel produrre un sempre maggior numero di replicanti schiavi, gli unici che possono garantire la sopravvivenza e lo sviluppo delle colonie extra-mondo.

Una delle scene cult del film è quella che vede un Elvis Presley, ologramma a grandezza naturale, che canta, tra mille disturbi di connessione (compare e scompare), in un teatro vuoto mentre K e Rick se le danno di santa ragione. ''L'umanità non può sopravvivere. I replicanti sono il futuro della specie, i nostri schiavi. Ma non posso crearne di più'' è forse la frase simbolo del film pronunciata da Niander Wallace.

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