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Così il CAMBIAMENTO CLIMATICO influisce sull'invasione dei migranti e sull'esplosione di malattie tropicali

History 31 Ott 2018
E' stato un tema centrale del G7 Salute di Milano. Tra il 2000 e il 2016 il numero di persone vulnerabili esposte alle ondate di calore è aumentato di circa 125 milioni. E questo spingerà milioni di persone a migrare. Così come aumenta il rischio trasmissione malattie infettive
Per la fine del XXI secolo, il cambiamento della temperatura di superficie sarà causa di un aumento di 1,5° C rispetto al 1850.

L’invasione dei migranti? E’ fortemente collegata ai cambiamenti climatici. E si tratta di un fenomeno che nei prossimi anni potrebbe far muovere milioni di migranti in più. Anche l'attenzione dei rappresentanti dei vari Paesi al G7 Salute, svoltosi il 5-6 Novembre a Milano, si è concentrata su questo aspetto.

I migranti, "specie quelli per motivi climatici - ha affermato il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nel discorso di apertura - sono vittime e non colpevoli, e questo dovrebbe essere sempre ricordato da noi e dal resto del mondo, nel fornire asilo e protezione come ha fatto l'Italia".

Le previsioni sono fosche: per la fine del XXI secolo, il cambiamento della temperatura di superficie sarà probabilmente causa di un aumento di 1,5° C rispetto al 1850. Tra il 2000 e il 2016, il numero di persone vulnerabili esposte alle ondate di calore è già aumentato di circa 125 milioni. Il tema della salute è un tema globale e non locale.

Sempre a causa dei fattori climatici e ambientali si registra un aumento degli insetti vettori e del rischio di trasmissione di malattie infettive una volta considerate esotiche e ora riemergenti come Dengue, malaria Chikungunya, febbri Westnile, Zika.

Per questo i Paesi G7 hanno individuato alcune azioni da mettere in campo, a partire dalle politiche di riduzione delle emissioni e dalla promozione della sorveglianza delle malattie infettive anche in collegamento ai fattori climatici e ambientali.

Inoltre entro il 2050 si prevede una forte riduzione della disponibilità di cibo a livello globale, tanto che nel 2030 oltre 2 miliardi di persone soffriranno di problemi di nutrizione.

Tre richieste sono state inoltre avanzate dall'Oms, (Organizzazione mondiale della Sanità) ai Paesi partecipanti: triplicare gli investimenti annuali su ciò che nel cambiamento climatico ha impatto per la salute, entro il 2020. Più fondi per prevenire i decessi peri-natali di mamme e bambini. Investimenti in ricerca e sviluppo su nuovi antibiotici, per superare le resistenze ai farmaci.

Dal punto di vista politico mentre regna armonia tra i paesi G7, resta l'incognita degli Usa il cui presidente Trump continua incredibilmente a negare ogni evidenza per quanto riguarda i cambiamenti climatici in atto e i loro devastanti effetti.

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