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Il CAMMINO CELESTE: un trekking che unisce tre Paesi con un'unica fede

Viaggi&Turismo 05 Mar 2018
Conosciuto anche come "Iter Aquileiense", è' stato riaperto nel 2006, E' composto come detto da tre percorsi aventi origine in località significative per la storia e la tradizione di fede; una in Italia (Aquileia), una in Slovenia (Brezze) e una in Austria (Maria Saal)
Il Rifugio Monte Lussari che si incontra lungo il Cammino Celeste

di Fabrizio Lodi

 

Tre Paesi uniti da un cammino intriso di fede. Si tratta dell’“Iter Aquileiense" o "Cammino Celeste" un itinerario nato per l’iniziativa di un gruppo di appassionati appartenenti a diverse associazioni e provenienti da ambiti anche moto diversi tra loro accomunate dall’essere dei pellegrini che si mettono fisicamente in cammino per raggiungere una meta spirituale.

L’Iter Aquileiense è stato riaperto nell’estate 2006, è composto come detto da tre percorsi aventi origine in tre località particolarmente significative per la storia e la tradizione di fede delle nostre terre, una in Italia (Aquileia, dove per la prima volta è stato annunciato il Vangelo e da dove i missionari hanno portato l'annuncio cristiano nel cuore del Vecchio Continente), una in Slovenia (Brezje, presso Kranj, il più importante luogo di invocazione della Madre di Dio in Slovenija) e una in Austria (Maria Saal, sopra Klagenfurt, splendida chiesa con origini intorno all'VIII secolo, centro di grande importanza per la storia della Carinzia e per l'identità culturale e religiosa Mitteleuropa).

Tre percorsi che portano i pellegrini, a piedi, dalle località di provenienza fino ad unirsi a Camporosso, per salire poi insieme agli oltre 1.760 metri di Monte Lussari.

Il tratto italico ha per meta il Santuario del Monte Lussari, vicino al valico di Tarvisio, in Friuli. Si tratta di un edificio che già nel XVI secolo era meta di pellegrinaggi dei tre popoli e oggi à un simbolo di scambio e incontro fra le diverse culture per via dell’immagine della Madre Maria venerata da secoli da genti che la raggiungevano percorrendo sentieri ora riscoperti grazie ai segni ancora visibili della loro fede e della loro creatività.

La denominazione “Cammino Celeste” è dovuta quindi al fatto che il cammino unisce luoghi di antica devozione mariana. Simbolo del cammino è un pesce ricavato dal mosaico che costituisce il pavimento della basilica di Aquileia.

Il percorso italiano segue l’itinerario di antiche vie di pellegrinaggio e si snoda dal mare ai monti, con andamento Sud-Nord, lungo tutto il Friuli a non molta distanza dal confine sloveno. Ha un primo tratto di pianura: si attraversano le colline del Collio, salendo poi sulle Prealpi sino alle Alpi Giulie. Si dipana attraversando Cormons, Castelmonte, Cividale, il Gran Monte e le valli di Resia e di Dogna.

Quello sloveno, da Brezje attraverso Jesenice, Kranjska Gora, Rateče, Fusine e Tarvisio.

Il terzo, quello austriaco, da Maria Saal, attraversando Klagenfurt, Maria Worth, Maria Gail, Arnoldstein, Coccau e Tarvisio.

Non si tratta ovviamente un viaggio organizzato: non c’è alcuna iscrizione, non c’è alcuna struttura organizzativa, nessuno (se non lo farete voi stessi) avviserà i punti di possibile accoglienza del vostro arrivo.

Il percorso friulano può essere articolato in dieci tappe ma ogni pellegrino potrà costruire il suo secondo le proprie esigenze ed intenzioni. E’ possibile diversificare l’itinerario, sia pernottando in luoghi diversi da quelli “principali” sia approfittando di alcune significative varianti, come quella dell’Abbazia di Rosazzo.

E’ in preparazione anche una variante che, a cavallo del confine, tocca una serie di località significative, e alla quale è stato dato il nome di "Variante dei Monti Sacri". Tale nome è stato mutuato da un itinerario più piccolo, di cui viene utilizzato il tracciato.

 

Monumento Lussari, Cammino Celeste

Il Monimento Lussari lungo il percorso italiano del Cammino Celeste

 

Questa variante parte da Aquileia, e dopo essere passata per San Canzian, a Sagrado sale sul Carso, entrando quindi in Slovenia, dove passa per Mirenski Grad, Castagnavizza, Monte Santo e Marijino Celje, per ricongiungersi con il Cammino Celeste a Castelmonte.

Il percorso è costituito da tutta la gamma possibile di vie, ed è stato costruito utilizzando quelle esistenti. Pertanto, anche dove si tratta di carrarecce e sentieri, dovrebbe essere sempre praticabile (neve a parte).

Il Cammino Celeste è percorribile integralmente dal mese di giugno al mese di settembre. In inverno la neve in certe annate può coprire lunghi tratti su oltre metà del tracciato, solo le prime tappe sono praticabili.

Dal punto di vista altimetrico risulta un percorso impegnativo: nei circa 200 chilometri della sua lunghezza bisogna fare oltre 6.700 metri di salita e quasi 5.000 di discesa. Quindi siate pronti a una buona dose di fatica. Va sottolineato anche il fatto che il Friuli orientale è una delle zone più piovose d’Italia.

E’ disponibile una vera e propria guida del Cammino Celeste, dal titolo "Il Cammino Celeste - A piedi da Aquileia al Monte Lussari" con la casa editrice "Ediciclo" di Portoguaro; la guida è composto da 178 pagine, 120 immagini a colori, 25 cartine in scala 1:25.000 con il percorso dettagliato e tanti testi.

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