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Il CAR SHARING? Per ora è un flop ma il futuro gli appartiene...

Automotive 09 Mar 2018
Nonostante alti costi di gestione, tasse comunali alle stelle e furti le grande marche puntano forte nel car sharing. Anche se ad oggi si tratta di un investimento praticamente in perdita gli analisti sono tutti concordi nel dire che è quella la strada da percorrere...
Sono 700mila gli italiani che fanno uso del car sharing

L'automobile on-demand? Per ora non “buca”, anzi genera perdite nelle aziende del settore ma il futuro sarà suo. D’altronde se il boss di Mercedes, Dieter Zetsche, annuncia che il concept Smart EQ Vision non sarà acquistabile ma servirà solo alle flotte, allora qualcosa di concreto c'è sicuramente.

Il mondo dell’automotive per ora percorre questa strada con una certa timidezza ma le abitudini e le esigenze dei consumatori stanno cambiando velocemente.

Le flotte del car sharing fanno ormai parte del panorama delle metropoli e gli abbonati hanno raggiunto cifre importanti (700 mila italiani preferiscono l'auto condivisa). Così ora oltre ai gestori delle flotte, anche le case produttrici entrano direttamente in questo business ma ad oggi si registrano perdite e difficoltà di gestione.

 

TASSE ALTE E FURTI

Per i comuni le flotte del car sharing sono una manna dal punto di vista economico: ogni veicolo delle flotte di car sharing paga imposte non trascurabili e questo, unito alle spese di manutenzione e gestione e ai danni dovuti ai furti (in Italia vengono rubate tre auto a noleggio ogni giorno) genera perdite che "Quattroruote" ha quantificato in 4.700 euro l'anno.

I canoni richiesti dai comuni sono elevati: 1.200 euro annuali a veicolo a Milano. Lo stesso importo viene applicato a Roma, mentre Firenze si "accontenta" di 600 e Torino ha scelto una tariffa composita: ad una quota fissa di 300 si aggiunge una parte variabile, soggetta a offerta economica, di almeno 250 euro l'anno.

I valori di questi canoni sono stati facilmente reperibili ma gli incassi no: solo Roma e Firenze hanno comunicato gli importi complessivi incassati nel 2016: 900 mila e 200 mila euro.

Milano, considerate le 800 auto di Car2go e le 900 di Enjoy, dovrebbe aver incassato circa 1,9 milioni di euro. Si capiscono quindi le voci di una possibile alleanza fra Car2go (14.000 auto e 2,4 milioni di abbonati) e DriveNow, che ha una flotta di di 5.900 veicoli e più di 900mila iscritti.

Car Sharing

I furti costituiscono un grande problema: vengono rubate tre auto a noleggio ogni giorno

 

 

PERDITE PER IL 50% DEL VOLUME DI AFFARI

Non è facile fare i conti di questo settore perché, ad esempio, quando i gestori delle flotte in sharing sono emanazione diretta delle Case i bilanci si intrecciano fra di loro.

Sappiamo già che questo "abbraccio" riguarda per esempio DriveNow che, appartenendo al Gruppo BMW insieme a Sixt, ha una flotta di Mini e BMW. Stesso discorso per Car2go che, essendo controllata da Daimler, dispone di auto Smart e Mercedes.

Altre compagnie attive in italia sono Share'ngo, che ha piccole elettriche della società italo-cinese CS Group, ed Enjoy, società Eni la cui flotta prevede anche lo scooter a 3 ruote Piaggio MP3 oltre alle Fiat 500 e 500L. Bene: nel 2016 il loro fatturato è stato rilevante, 48 milioni di euro, ma le perdite sono state 27 milioni di euro, più del 50% del giro d'affari.

 

Le case automobilistiche credono comunque nel car sharing e vogliono clienti già da ora, anche a costo di rimettersi dei soldi, perché tutti le proiezioni indicano che il numero delle auto di proprietà è destinato a decrescere nel tempo.

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