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Il MONDO ARABO si apre al confronto contro STEREOTIPI e PREGIUDIZI

History 13 Feb 2018
“La giornata Culturale Araba” si è svolta a Roma grazie all'iniziativa dell’Associazione ItaliArabi e al grande impegno del suo presidente dottor Sabri Hassan. Molte le personalità presenti per un incontro caratterizzato da dibattiti, confronti e musica di grande spessore
La Giornata Culturale Araba si è svolta nella Sala Umberto di Roma

testo  e foto di Fabrizio Lodi

 

“Costruire ponti”. “Rispettare le differenze culturali cercando però di comporle in un contesto di reciproco rispetto e comprensione”. “Ciò che ci unisce è più di quel che ci divide”. Sono stati questi i “mantra” che hanno contraddistinto la prima edizione de “La giornata Culturale Araba” svoltasi a Roma nel gremito e suggestivo scenario della Sala Umberto nel cuore della Città Eterna.

L’evento ha avuto come focus l’approfondimento di una cultura spesso preda di pregiudizi e mistificazioni, determinate dal complesso contesto di attualità che la vede coinvolta in prima linea.

Il tutto nasce dall’Associazione ItaliArabi grazie al grande impegno del suo presidente dottor Sabri Hassan, direttore del Centro di Nefrologia e Dialisi presso la clinica Villa Sandra di Roma. L’Associazione è nata nel 2016 per favorire la condivisione e il dialogo tra culture, punti fondamentali per garantire una convivenza pacifica tra i popoli e per il sostentamento culturale, che si nutre dell’incontro con l’altro.

Dott. Sabry Hassan

Il dottor Sabri Hassan con la giornalista Karima Moual

 

L’evento si posiziona in un contesto particolare nel quale l’opinione pubblica tende ad associare la cultura araba al fondamentalismo islamico. L’obiettivo è stato proprio quello di mostrare come questa non rappresenti un monolite ma sia al contrario un universo ricco di infinite sfaccettature dissipando il pregiudizio e sdoganando una visione nuova e completa di una delle civiltà più complesse e affascinanti che tanto ha contribuito alla fioritura della cultura occidentale.

Per questo è stato allestito un vero e proprio “parterre de roi” con ospiti del panorama nazionale e internazionale. Si è parlato, ci si è confrontati ma non sono mancate anche premiazioni, musica e degustazioni gastronomiche di prodotti tipici orientali.

 

UNA SINTESI DEI PRINCIPALI INTERVENTI

L’On. Milena Santerini, Membro della Commissione Cultura, istruzione e sport della Camera dei deputati e delegata presso il Consiglio d’Europa, ha sottolineato: “Le origini culturali strettamente intrecciate delle due culture che comunque hanno una loro chiara identità. Chi ha paura del diverso vuol dire che non si sente forte della propria radice, questo è un sentimento che rischia di diffondersi sempre più fra i giovani e su questo bisognerà assolutamente intervenire”.

“L’incontro fra due culture – ha affermato Andrea Trentini della Comunità di Sant’Egidio – crea sempre uno spaesamento. Per questo è importante insegnare l’italiano a chi viene nel nostro Paese. Dobbiamo pensare a una composizione di culture non a all’idea che una radice debba prevalere sull’altra e abbattere il muro di diffidenza reciproca".

Anche l’ambasciatore della Lega Araba, Al Boainin, ha sottolineato come l’intreccio fra le due culture sia quasi inestricabile anche per la loro vicinanza geografica sin dai tempi dell’impero romano e di quanto la cultura araba sia stata determinante per il Vecchio Continente per uscire dal periodo del Medioevo.

Gli ha fatto eco l’ambasciatore del Marocco, Hassan Abouyoub: “Non esiste un solo mondo arabo ma ve ne sono tanti e diversi fra loro. Dobbiamo fare nostro il concetto del “diritto alla differenza” cosa che nel mio Paese rappresenta un elemento ormai acquisito da tempo. E' fondamentale avere la voglia di comunicare con l’altro. Bisogna intervenire sul sistema scolastico che finora sta fallendo ad ogni latitudine, siamo tutti figli di Abramo, per esempio insegnare storia delle religioni nelle scuole è molto importante. Vorrei infine ricordare a chi criminalizza in todo il mondo arabo che la Shoah è stata concepita in Europa e che l’apporto degli stranieri è ormai fondamentale per il sistema pensionistico italiano”.

L’On. Violante e il Professore Ordinario di Lingua e Cultura Araba presso il Dipartimento di Scienze Politiche della LUISS, Francesca Maria Corrao hanno presentato per l’occasione il loro libro “L’Islam non è terrorismo”: “La politica – ha detto Violante – sta usando la religione per i suoi obiettivi. L’Islam non c’entra con il terrorismo, spesso si cade in luoghi comuni come per quel che riguarda la condizione della donna: nella civile Italia viene uccisa una donna mediamente ogni tre giorni! Di certo il fatto che la religione islamica caratterizzi maggiormente la vita dei credenti rispetto ad altre religioni la porta più facilmente ad essere strumentalizzata”.

“Le razze non esistono – afferma la Corrao – è ormai un dato scientifico accertato e le culture si intrecciano in maniera inestricabile. Gli arabi per esempio sono restati oltre cento anni in Sicilia. Ci vuole solo il coraggio di affrontare e sconfiggere i pregiudizi”

Dallo scrittore e giornalista Farid Adly sono arrivate parole importanti: “La conoscenza è l’unica arma per sconfiggere la paura. Conoscere la storia ci fa inquadrare le cose in una visione di ampio respiro senza soffermarci solo sul momento attuale”.

I giornalisti Barbara Schiavulli, Alberto Negri, Fabio Angelicchio, Mahdi El Nemr hanno dato vita a un dibattito in cui si è sottolineato come le continue guerre nel settore medio orientale degli ultimi decenni abbiano spazzato via intere generazioni e i sopravvissuti non hanno avuto alcuna scolarizzazione, questo li ha resi facilmente soggetti ad essere indottrinati e "usati".

E intanto i grandi Paesi come gli Sati Uniti, la Cina e la stessa Italia continuano a vendere armi ai più ricchi Paesi Arabi che ne stanno facendo incetta. La domanda è semplice: come verranno usati questi enormi arsenali?

Inoltre i media italiani e non solo dimostrano uno scarso interesse per l’approfondimento delle vicende orientali, questa mancanza di una seria informazione fa prevalere stereotipi e luoghi comuni.

Maestro yemenita Ahmed Fathi

il maestro yemenita Ahmed Fathi si è esibito accompagnato dall’Orchestra Internazionale Italiana diretta dal Maestro Ahmed Atef

 

Grande spazio è stato poi lasciato alla musica con la presenza del maestro yemenita Ahmed Fathi. Considerato uno degli artisti del mondo arabo più riconosciuti a livello internazionale, Fathi si è esibito accompagnato dall’Orchestra Internazionale Italiana diretta dal Maestro Ahmed Atef. Anche l’arte dunque come strumento per mettere in luce il potenziale dell’unione e della commistione tra culture diverse.

Molto apprezzato il ricco buffet finale a base di prodotti tipici orientali.

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