REGISTRATI ACCEDI
Cerca foto e video
Cerca notizie
Sei già registrato?
ACCEDI
Password dimenticata?

Non sei ancora registrato?

Registrati inserendo i tuoi dati.
La registrazione è semplice e gratuita!

REGISTRATI ORA
REGISTRAZIONE
REGISTRATI
Home  |  News  |  Hi-Tech

Il PIANO INDUSTRIA 4.0 darà spinta alla competitività e crescita. Lo garantisce il CERVED

Hi-Tech 30 Gen 2018
L'istituto di ricerca ha compiuto una vasta analisi sulle PMI italiane. Emerge che questa azione ha già prodotto risultati importanti sia in termini di investimenti che di ricerca e sviluppo. Le aziende 4.0 tendono ad assumere anche un maggior numero di personale femminile
L'indagine si è svolta su un campione di 316mila aziende

Il Rapporto Cerved Pmi 2017 promuove il piano Industria 4.0. Secondo il documento, presentato a Milano, questa azione darà una intensa spinta alla competitività e crescita delle piccole e medie imprese. Industria 4.0 ha già prodotto, secondo gli analisti, risultati importanti sia in termini di investimenti (+9 per cento su base annua) sia di aumento di spesa in ricerca e sviluppo (aumenti attesi fra il 10 per cento e il 15 per cento).

L'analisi dell’istituto fa uso di dati relativi a un campione assai ampio di imprese e lavoratori per valutare se le imprese che nel periodo che va dal 2007 al15 hanno maggiormente investito in innovazione abbiano mostrato performance diverse rispetto alle altre aziende, considerandone inoltre gli effetti sui lavoratori.

Usati quindi i dati relativi a tutte le società̀ di capitale non finanziarie che nel 2007 avevano realizzato almeno 500mila euro di fatturato: si tratta di 316mila aziende.

Il campione è stato suddiviso in “cluster” in base alla propensione agli investimenti e all'innovazione. Combinando innovazione e investimenti si ottengono quattro cluster: Investitori innovativi (12mila imprese che sono definite "aquile" perché volano alto pur essendo pesanti investitori in capitale fisico). Innovatori ma non investitori (54mila aziende, definite "colibrì̀" in quanto leggere, investendo poco in capitale fisico). Investitori ma non innovatori (62mila imprese, gli "pterodattili", società̀ che, pur investendo, lo fanno in maniera tradizionale). Altre imprese (188mila società̀, gli "struzzi", non volano e spesso cercano di fuggire dalla globalizzazione).

Nel 2007-2015 “aquile” e “colibrì̀”, grazie anche a un processo di selezione molto più̀ pronunciato di quello notato tra le altre società, hanno evidenziato un miglioramento del proprio profilo di rischio, cui è corrisposto un pronunciato calo dell'indebitamento: le aziende in area di sicurezza sono aumentate dal 10,5 per cento all'11,6 per cento, al contrario degli altri cluster in cui si è verificato un decremento (ben il -9 per cento fra gli struzzi).

Grazie all'integrazione con i dati Inps, su oltre otto milioni di lavoratori appare chiaro che gli investitori in innovazione utilizzano più donne (42 per cento; +7 per cento sul totale) e giovani (nel 2007 oltre la metà degli occupati nelle “aquile” aveva meno di 45 anni). Inoltre, le imprese innovative, specie quelle con una maggiore propensione all'investimento, fanno uso più̀ spesso di contratti diversi da quelli a tempo indeterminato (19,7 per cento contro 18 per cento del totale): si tratta forse di una maggiore esigenza di rimescolare le competenze dei lavoratori per adattarsi ai cambiamenti dovuti al processo innovativo.

Aggiungi un commento

Per commentare devi essere loggato, accedi oppure registrati.

Commenti
Non ci sono ancora commenti!

foto & video
Mercurio magazine

Iscriviti alla newsletter per rimanere aggiornato su articoli offerte e promozioni

© 2017 MERCURITALY SRL | Tutti i diritti riservati | C. F. e P. IVA 14303921002 Credits

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalita illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Leggi di più