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La FLAT TAX? In realtà in molti settori esiste già...

E' uno dei cavalli di battaglia di Matteo Salvini eppure è già attiva in molti settori. Uno degli esempi più evidenti rappresentato dal crescente uso della cedolare secca sulle locazioni abitative. Ma anche il mondo delle partite Iva...
Molte associazioni stanno portando avanti campagne per l'approvazione di flat tax in vari settori

La flat tax? in molti settori già è applicata! Nei giorni in cui, sulle promesse elettorali della Lega e del neonato governo si è riacceso il dibattito sulla flat tax, l’aliquota proporzionale unica di tassazione, tra le pieghe delle regole tributarie si scopre come negli ultimi anni si sia consolidata la tendenza a sottrarre all’imposta sui redditi delle persone fisiche alcune tipologie di attività.

Uno degli esempi più evidenti rappresentato dal crescente uso della cedolare secca sulle locazioni abitative: un’aliquota del 21 per cento sui contratti di mercato libero (4+4) e del 10 per cento su quelli a canone concordato (3+2), per studenti universitari o transitori (nei Comuni in cui il proprietario non può applicare il canone di mercato).

Considerato il successo riscosso dal regime facoltativo, scelto da oltre 2 milioni di proprietari e con incassi in continua crescita, da più parti si chiede oggi il rinnovo (e la stabilizzazione) della tassa “piattissima”, che si anzi vorrebbe estendere anche ad altre tipologie di locazione.

Sempre in campo immobiliare, è al 20 per cento l’imposta sostitutiva dell’Irpef che può scegliere di versare chi realizza plusvalenze con la vendita di fabbricati e terreni agricoli acquistati da meno di 5 anni.

L’aliquota per la tassazione dei redditi di natura finanziaria, è stata invece elevata dal 20 al 26 per cento (mentre per i titoli pubblici italiani ed equiparati la sostitutiva è ancora inferiore, pari al 12,5 per cento).

Anche in questo campo, l’erosione della base imponibile Irpef è iniziata con gli interessi e si è poi estesa a dividendi, plusvalenze su partecipazioni societarie....

La Corte dei conti sul coordinamento della finanza pubblica parla di oltre 25 milioni di contribuenti-risparmiatori interessati dalla forma di tassazione unica sulle rendite finanziarie.

Anche il mondo delle partite Iva sta sperimentando sempre di più la strada delle imposte sostitutive. In circa 600.000 hanno versato le imposte al 5 per cento nel regime dei minimi (ormai abrogato) o al 15 per cento nel nuovo forfettario. E l’imposta fissa non assorbe solo le addizionali locali e l’Irpef, ma anche l’Irap. Inoltre i soggetti coinvolti non versano l’Iva e fruiscono di una serie di semplificazioni o di esoneri.

Ma anche le imprese in regime ordinario - società di persone e ditte individuali - avranno la possibilità di optare per una flat tax: l’Iri allinea il prelievo sui redditi a quel 24 per cento previsto dall’Ires per le società di capitali (l’aliquota è scesa dal 1° gennaio scorso rispetto al precedente 27,5 per cento).

Un’opportunità potenziale per circa 280.000 Pmi, che dovranno esercitare un’opzione per 5 anni. Le somme prelevate dal socio-imprenditore, deducibili dal calcolo dell’Iri dovuta dall’impresa, concorreranno alla relativa tassazione Irpef secondo le aliquote progressive.

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