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L'alimentazione ai tempi del CORONAVIRUS. Il boom del cibo BIOLOGICO

Food&Beverage 07 Mag 2020
L'Italia è leader europeo nella produzione di prodotti biologici. Nel mese di marzo le vendite in questo settore sono aumentate di oltre il 20 per cento

di Fabrizio Lodi

 

Il CoronaVirus sta influenzando anche il nostro modo di stare a tavola o meglio quello che scegliamo di mettere nei nostri piatti. In particolar modo ci vogliamo soffermare sull’importante crescita dei consumi di cibo biologico. Il virus infatti ha fatto aumentare l'attenzione per la sicurezza, la salute e la qualità dei prodotti.

I dati forniti da Assobio (l’associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici e naturali) non lasciano dubbi al riguardo. Nel Belpaese, che è leader nel Vecchio Continente per numero di agricoltori biologici (sono oltre 68.000) e d’imprese di trasformazione (sono più di 10.000), a Marzo le vendite nei piccoli supermercati di quartiere hanno fatto registrare un +26,2 per cento e nella grande distribuzione sono aumentate del 19,6 per cento, con picchi nei discount (+23,7 per cento).

Vale la pena ricordare che i prodotti biologici sono ottenuti attraverso metodi produttivi che non prevedono l'uso di sostanze chimiche di sintesi. Le principali caratteristiche di questo sistema produttivo agricolo sono il rispetto degli equilibri naturali, della biodiversità e dei diritti dei lavoratori.

I prodotti biologici sono molto apprezzati sul mercato per il loro basso impatto ambientale, per la loro maggiore salubrità e per l'assenza di residui di pesticidi.

 In particolar modo ha fatto registrare un boom il settore dell’ortofrutta, con una crescita del 24,8 per cento rispetto a Marzo 2019 (valore ancora più importante se si considera che le vendite del settore non biologico sono cresciute “solo” del 18,2 per cento) e la carne di pollo e bovina , i cui consumi sono aumentati del 42,2 per cento contro un incremento della carne non biologica “solo” del 29 per cento. In forte crescita anche i surgelati bio (+44,8 per cento), a fronte di un +29,5 per cento di quelli convenzionali.

 E se sono ottimi i dati degli acquisti domestici nella grande distribuzione, risultano anche migliori nel canale dei negozi interamente dedicati al biologico.

In questo settore la rete di vendita è costituita da circa 1.400 negozi per lo più indipendenti, quindi non è facile avere un quadro esatto dei dati, ma da rilevazioni su un campione di circa 500 negozi, l’incremento degli acquisti è stato del 28,8 per cento.

Insomma gli italiani costretti a casa, prestano più attenzione a cosa mangiano, premiando la qualità e la sicurezza delle filiere bio del nostro Paese.

L'agricoltura biologica è stata normata per la prima volta in Europa nel 1992 dal regolamento numero 2092 che ha fissato i parametri per la produzione biologica e le sue tecniche, i controlli e le sostanze ammesse durante il ciclo produttivo. Nel recente Regolamento del 2018 si sono identificati sempre meglio gli scopi del metodo di produzione biologico: favorire il rispetto della biodiversità, degli ecosistemi, degli equilibri naturali, di vietare sostanza chimiche di sintesi e di OGM, di tutelare la salute dell'agricoltore e del consumatore.

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