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TUMORE AL SENO: tanti progressi ma resta da fare molto su prevenzione e conoscenza

Wellness 06 Ott 2017
L'80% delle donne che in Italia sono state colpite da questa malattia è vivo a 10 anni dalla diagnosi. Una delle migliori statistiche al mondo. L'importanza della pratica della palpazione
Il 31% delle donne italiane non conosce l'importanza dell'autopalpazione ed il 57% non sa se e come è possibile trattare la malattia anche in fase avanzata

L'80 per cento delle donne che in Italia sono state colpite da un tumore al seno è vivo a dieci anni dalla diagnosi. Si tratta di una ottima notizia ma la strada da fare è ancora lunga: molto resta da fare dal punto di vista della prevenzione e della conoscenza sul come sconfiggere questa terribile patologia.

Infatti il 31 per cento delle donne italiane non conosce l'importanza dell'autopalpazione ed il 57 per cento non sa se e come è possibile trattare la malattia anche in fase avanzata. E' il quadro che emerge da un sondaggio dell'Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) svolto su un campione di 1.650 donne, presentato in un convegno nazionale al Ministero della Salute.

Secondo gli oncologi è necessario: "migliorare tra le italiane la conoscenza delle regole della prevenzione del tumore del seno". Il 48 per cento delle donne del Belpaese ritiene che questa neoplasia non sia guaribile e il 35 per cento non sa che si può prevenire. Un 31 per cento non sa cosa sia l'autopalpazione del seno e appena il 47 per cento di chi conosce questo tipo di esame lo esegue con regolarità.

Il sondaggio fa parte di un progetto più ampio di informazione sulla patologia che prevede anche 2 opuscoli. Nel 2017 in Italia sono stimati 50.500 nuovi casi. Si tratta della neoplasia "più frequente in tutte le fasce d'età - afferma Carmine Pinto, presidente nazionale AIOM - Ma la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi in Italia raggiunge l'87 per cento ed è più alta sia della media europea (82 per cento) sia dei livelli nei Paesi Scandinavi (85 per cento) e di Irlanda e Regno Unito (79 per cento). La prevenzione primaria, legata a stili di vita sani, e secondaria (programmi di screening mammografico) rappresentano le armi per sconfiggere questa malattia. Se si interviene ai primissimi stadi, le guarigioni superano il 90 per cento".

In 25 anni, dal 1989 al 2014, la mortalità per il tumore al seno è diminuita del 30 per cento, sottolinea Stefania Gori, presidente eletto AIOM: "Un ruolo fondamentale viene svolto dallo screening mammografico, il 1° passo è però rappresentato dalla tecnica della autopalpazione, un esame salvavita che ogni donna può eseguire da sola a casa. Va effettuata ogni mese a partire dai 20 anni".

 

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